BREAKING POINTS

Un breaking point è il punto di rottura: il momento in cui un sistema, meccanico, naturale, sociale o politico, non regge più le pressioni a cui è sottoposto. È la soglia oltre la quale non si torna indietro: l’equilibrio salta, il collasso inizia, oppure si apre lo spazio per un cambiamento radicale.
Nel nostro presente, i breaking points si moltiplicano. Clima, ecosistemi, disuguaglianze, guerre, democrazia, salute pubblica, informazione: tutto si intreccia in una policrisi globale.
BREAKING POINTS è un osservatorio critico sulla crisi sistemica. Uno spazio in cui scienza, etica e politica si incontrano per capire dove siamo, cosa sta cedendo, e cosa possiamo ancora trasformare.

Decrescita

  • Decrescita e stato stazionario: la sfida di una transizione democratica

    Dal capitalismo fossile a un’economia post-crescita tecnologicamente avanzata e compatibile con i limiti ecologici.

    Tempo di lettura: circa 10 minuti 

    La tesi: decrescita ed economia in stato stazionario possono essere due fasi dello stesso percorso, purché la transizione riduca il metabolismo materiale, redistribuisca potere e resti saldamente democratica.

    Per quasi due secoli la crescita economica ha funzionato come una promessa universale. Più produzione avrebbe significato più occupazione, più benessere, più entrate fiscali e maggiori risorse per correggere i danni sociali e ambientali. Questa promessa conserva una forza politica straordinaria: governi di orientamento opposto continuano a presentare l’aumento del Prodotto interno lordo (PIL) come la condizione preliminare per affrontare qualunque problema.

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  • La scienza che non arriva al pubblico: IPCC, decrescita e depotenziamento politico della comunicazione climatica

    Ogni volta che si parla di crisi climatica ritorna una formula apparentemente inattaccabile: bisogna “ascoltare la scienza”. È una frase giusta, almeno in superficie. Serve a contrastare negazionismo, superficialità, disinformazione, improvvisazione politica. Ma è anche una frase insufficiente. Perché la scienza non arriva mai alla società come una voce pura, unica, neutrale. Arriva attraverso istituzioni, rapporti di forza, filtri politici, sintesi ufficiali, compromessi diplomatici, titoli di giornale, conferenze stampa.

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  • Marx ecologista? A colloquio con Saitō Kōhei

    La sopravvivenza della specie umana dipenderà dal superamento del modello economico in cui viviamo. Dall’ecosocialismo al comunismo della descrescita, il filosofo giapponese Saitō Kōhei ha ripensato Marx per il XXI secolo. Lo intervista Dario Bassani, responsabile editoriale di Lucy sui mondi.

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