BREAKING POINTS

Un breaking point è il punto di rottura: il momento in cui un sistema, meccanico, naturale, sociale o politico, non regge più le pressioni a cui è sottoposto. È la soglia oltre la quale non si torna indietro: l’equilibrio salta, il collasso inizia, oppure si apre lo spazio per un cambiamento radicale.
Nel nostro presente, i breaking points si moltiplicano. Clima, ecosistemi, disuguaglianze, guerre, democrazia, salute pubblica, informazione: tutto si intreccia in una policrisi globale.
BREAKING POINTS è un osservatorio critico sulla crisi sistemica. Uno spazio in cui scienza, etica e politica si incontrano per capire dove siamo, cosa sta cedendo, e cosa possiamo ancora trasformare.

Etica

  • A proposito di “armi nucleari tattiche”: Marcottini (GO), 1961

    La guerra russo-ucraina ha riportato nel linguaggio politico e militare europeo espressioni che per trent’anni sembravano appartenere quasi esclusivamente alla storia della Guerra fredda. Fra queste, una delle più inquietanti è “arma nucleare tattica”.
    La parola tattica ha un effetto quasi rassicurante. Suggerisce qualcosa di circoscritto: un’arma destinata al campo di battaglia, più piccola delle grandi testate strategiche progettate per colpire città e infrastrutture lontane, forse persino utilizzabile senza trasformare automaticamente un conflitto convenzionale in una catastrofe nucleare generale.
    Il problema è che tattico descrive soprattutto la funzione militare dell’arma, non la modestia delle sue conseguenze. Una vicenda quasi dimenticata della Guerra fredda permette di capirlo molto meglio di molte discussioni astratte. Non occorre andare in Ucraina o immaginare un remoto campo di battaglia dell’Europa orientale. Basta percorrere pochi chilometri da Gorizia o Monfalcone e raggiungere Marcottini/Poljane, piccola frazione del comune di Doberdò del Lago.

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  • Scienza ambientale e impotenza etica: una riflessione di fine carriera

    Dopo 37 anni di lavoro nel campo dell’oceanografia, mi trovo oggi in pensione. È stata una carriera normale, senza clamori: un livello medio di ricerca, un po’ di pubblicazioni, una piccola scoperta interessante. Ma negli ultimi anni, forse proprio grazie a quella distanza che il tempo concede, ho maturato una consapevolezza amara: la palese irrilevanza della scienza di fronte all’emergenza ambientale.

    continua…