BREAKING POINTS

Un breaking point è il punto di rottura: il momento in cui un sistema, meccanico, naturale, sociale o politico, non regge più le pressioni a cui è sottoposto. È la soglia oltre la quale non si torna indietro: l’equilibrio salta, il collasso inizia, oppure si apre lo spazio per un cambiamento radicale.
Nel nostro presente, i breaking points si moltiplicano. Clima, ecosistemi, disuguaglianze, guerre, democrazia, salute pubblica, informazione: tutto si intreccia in una policrisi globale.
BREAKING POINTS è un osservatorio critico sulla crisi sistemica. Uno spazio in cui scienza, etica e politica si incontrano per capire dove siamo, cosa sta cedendo, e cosa possiamo ancora trasformare.

Tecnologia

  • L’AI non riduce il lavoro, ne aumenta la densità

    EFFICIENZA, SATURAZIONE DEL TEMPO E INTENSIFICAZIONE DEL LAVORO COGNITIVO

    L’intelligenza artificiale assomiglia sempre più a un tutore cognitivo. Aiuta a reggere il carico, riduce l’attrito iniziale, accelera l’avvio di molte attività mentali. Con pochi prompt si può abbozzare un testo, riassumere un dossier, generare codice, ordinare dati, preparare una presentazione. Da qui nasce una promessa che sembra quasi ovvia: se certe operazioni costano meno fatica mentale, allora dovremmo avere più tempo libero, più margine, più respiro. Eppure, nel lavoro reale, le cose vanno spesso diversamente. L’efficienza non restituisce automaticamente tempo a chi lavora. Molto spesso lo rende semplicemente più disponibile per nuovi compiti.

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  • Il mare non si aggiusta con un sensore: technofix, dati e conoscenza

    “… la fotocopia è uno strumento di estrema utilità, ma molte volte costituisce anche un alibi intellettuale: cioè uno, uscendo dalla biblioteca con un fascio di fotocopie, ha la certezza che non potrà di solito mai leggerle tutte. Non potrà neanche poi ritrovarle perché incominciano a confondersi tra di loro, Ma ha la sensazione di essersi impadronito del contenuto di quei libri. Prima della xerociviltà costui si faceva lunghe schede a mano in queste enormi sale di consultazione e qualcosa gli rimaneva in testa. Con la nevrosi da fotocopia c’è il rischio che si perdano giomate in biblioteca a fotocopiare libri che poi non verranno mai letti.”
    (Umberto Eco, De Bibliotheca, 1981).

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